← News

25.10.26

ROBOT17 a Bastardini: La sperimentazione elettronica incontra la storia del complesso

ROBOT17 a Bastardini: fasci laser blu sotto la volta della sala, con il pubblico davanti alla consolle

L’8 e il 9 ottobre, Bastardini ha ospitato due giornate di ROBOT17, il festival internazionale dedicato alla musica elettronica e alle arti digitali. Un’occasione per riscoprire gli spazi del complesso attraverso la sperimentazione musicale contemporanea, a poche settimane dalla riapertura ufficiale.

Certe architetture hanno una storia così lunga da aver conosciuto molte vite diverse, e quella di Bastardini ha visto anche una significativa stagione culturale, tra esperienze teatrali e sperimentazioni artistiche che hanno contribuito alla storia di Bologna.

L’8 e il 9 ottobre, a scriverne una nuova pagina è stato ROBOT17 – ?Syntax Error, che ha riportato la musica elettronica nelle sale dell’ex Ospedale degli Innocenti.

Due giornate in cui la musica ha occupato alcuni degli ambienti più caratteristici del complesso, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprirli attraverso una programmazione che ha dato ampio spazio alla ricerca sonora e audiovisiva.

Due giornate di sperimentazione musicale

Giovedì 8 ottobre, la Sala Tagliapietre ha accolto l’anteprima live di Tremulous Things, progetto di Suz e Giuseppe Franchellucci che intreccia la scrittura musicale della cantautrice bolognese con il violoncello elettroacustico. A seguire, il compositore e sound artist australiano Lawrence English ha presentato in anteprima italiana The Rest Is My Ghost, un lavoro che indaga il rapporto tra memoria, suono e ascolto.

La serata è proseguita con la ricerca vocale ed elettronica della britannica feeo, per concludersi con il DJ set di Filibalou.

Il 9 ottobre, Luca Maria Baldini e Salvatore Insana hanno aperto il programma con Nessun cielo è senza luce, una performance audiovisiva in cui canti gregoriani, registrazioni ambientali e processi digitali hanno dato forma a una riflessione sul pensiero francescano e sulla sua attualità.

La ricerca elettronica di Aho Ssan ha poi lasciato spazio al live ibrido di Front de Cadeaux with Gabor, prima del DJ set conclusivo di Matteo Vallicelli.

Per entrambe le giornate, la Sala degli Innocenti ha ospitato Baronato Quattro Bellezze, progetto romano dalla natura collettiva e mutevole, capace di adattare le proprie sessioni di improvvisazione agli spazi che le accolgono.

?Syntax Error, ovvero quando il sistema si interrompe

La diciassettesima edizione di ROBOT è partita da una riflessione sul nostro rapporto con un presente saturo di informazioni, in cui i codici si moltiplicano e diventano sempre più difficili da interpretare.

Il tema ?Syntax Error ha proposto l’errore di sistema come occasione per sospendere le risposte automatiche e riconsiderare il valore dell’imprevisto. Un invito a recuperare l’attenzione necessaria all’ascolto, lasciando che l’esperienza dal vivo conservi la propria imprevedibilità.

A Bastardini, questa idea ha trovato una dimensione concreta in performance che hanno richiesto al pubblico modalità di ascolto differenti, tra composizioni elettroacustiche, improvvisazione, sperimentazione audiovisiva.

Anche gli spazi hanno avuto la loro parte. La Sala Tagliapietre e la Sala Degli Innocenti, con la loro architettura e la loro storia, hanno accolto linguaggi musicali contemporanei senza perdere il proprio carattere.

Per Bastardini, ospitare ROBOT17 ha significato dare spazio a una delle realtà che da anni contribuiscono a ridefinire la proposta culturale di Bologna. E vedere le proprie sale tornare a essere luoghi di sperimentazione e ascolto.


ROBOT17 – ?Syntax Error
8-9 ottobre 2026
ROBOT Festival è un progetto di Associazione Culturale Shape.

Foto: Ph. Roberto Dari

Tutte le news →